31.12.2025

Il 2025 è stato un anno straordinario!

Straordinario per velocità, per disumanità, per perdita di senso comune.

Un ticchettio lo ha scandito senza sosta! un ticchettio ossessivo e martellante che ha divorato silenzi, pause, respiri: click, scroll, droni, bombe, swipe! dati, dati, dati!

Un anno straordinario per tutto ciò che è accaduto e per tutto ciò che non è cambiato!

L’AI è entrata in quasi tutti gli ambiti della nostra vita, le nostre dashboard sono state sempre più sofisticate, gli algoritmi sono stati sempre più potenti.

Un’inerzia senza volto e inarrestabile ha accelerato sommergendoci con l’implacabilità del fiume in piena che nel suo straripare divora ogni argine! e mentre ci sommergeva ci assordava con il suo click, scroll, swipe, droni, bombe, con i suoi dati, dati, dati!

E tutti noi abbiamo corso.

E più correvamo, più restavamo fermi. Più informazioni accumulavamo, meno capivamo dove stavamo andando. Più strumenti possedevamo, più ci sentivamo impotenti.

Si chiama frenetic standstill: immobilità frenetica. Corriamo, ma non ci muoviamo. Subiamo le scadenze imposte da altri, subiamo le decisioni prese da altri, subiamo le regole bistrattate da chi le ha decise, subiamo le guerre che non capiamo.

Era così anche al 31.12.2024.

Cambiamo tutto ma non cambia nulla di essenziale. Abbiamo tutto a portata di mano, eppure ci sentiamo sempre più soli in una società liquida.

I sociologi la chiamano alienazione: la condizione di chi vive in un mondo muto che non risponde più. Un mondo dove si agisce senza essere toccati da ciò che si fa, dove si prendono decisioni senza sentire il peso delle conseguenze, dove si costruiscono relazioni che non ci trasformano, che non ci migliorano, che scivolano via come scivola via tutto nel flusso incessante. Click, scroll, swipe, bombe, droni, dati…

Il 2025 è stato un anno straordinario perché ci ha mostrato tutto questo con una chiarezza brutale: l’abbondanza di mezzi non compensa la scarsità di fini. Ci ha mostrato che il vero lusso del nostro tempo non è il tempo libero, bensì il tempo proprio, il tempo governato, il tempo scelto!

Ciò che è importante raramente è urgente e ciò che è urgente raramente è importante.   

Il nostro augurio per il 2026 non è di fermare il fiume, non si può. Però si può abbassare il volume di quel ticchettio e non sentire chi vi vuole solo più efficienti. Si può far diventare prioritario ciò che è importante e gestire meglio ciò che è urgente. Si può essere efficaci ed essenziali. Ecco, questo è il nostro augurio.        

Alla fine, è solo questione di strategia!

La strategia non ferma il fiume. Ma insegna a navigarlo.  

Buon 2026

Nicola Parrinello

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