Ciò che ogni imprenditore deve sapere.
Certe verità non si impongono con il clamore, ma con l’evidenza silenziosa dei fatti che si ripetono nel tempo. E uno di questi fatti – tra i più sottovalutati – è che il mondo intero è, ancora oggi, intrappolato nel dollaro.
Né Trump, con la sua guerra commerciale e il suo protezionismo muscolare, né i cambiamenti geopolitici degli ultimi vent’anni, sono riusciti a spezzare questa catena.
Ma cos’è, davvero, la Dollar Trap? E cosa significa per chi esporta, investe o semplicemente fa impresa in un mondo sempre più interconnesso?

L’illusione del tramonto
Ogni volta che il dollaro si indebolisce, si alza un coro: “È finita l’egemonia americana!” Ma poi, puntualmente, tutto torna com’era. O quasi.
Nel primo trimestre del 2025, la quota di riserve mondiali detenute in dollari resta stabile al 57,73%. Nessuna fuga di massa. Nessun tramonto. Solo una realtà consolidata che resiste a ogni previsione.
Una prigione costruita da chi ci vive dentro
Adam Tooze, storico ed economista, lo spiega in modo magistrale: il potere del dollaro si fonda su effetti di rete.
Più scambi commerciali avvengono in dollari, più debiti vengono emessi in dollari, più derivati vengono negoziati in dollari… più il dollaro diventa imprescindibile!
E quando si è legati a qualcosa che si usa ogni giorno, non è più una semplice moneta: è un’infrastruttura.
Ma c’è di più. Eswar Prasad – economista di punta del FMI – ci ricorda che oggi il mondo ha 24,61 trilioni di motivi per sostenere il dollaro. Tanti quanti sono i trilioni di dollari in cui gli investitori globali hanno già scommesso.
In altre parole: se il dollaro crolla, il mondo perde.
Le implicazioni strategiche per chi fa impresa
Chi fa impresa in Italia – e in particolare chi esporta – deve avere il coraggio di vedere il mondo per ciò che è, non per ciò che si spera.
Aspettarsi un cambio di rotta da parte degli Stati Uniti è un errore di lettura. Pensare che si possa trattare per ottenere condizioni migliori, sperando in una stagione politica più “aperta al dialogo”, è un lusso che le aziende non possono più permettersi.
Perché le regole del gioco sono cambiate. E chi continua a giocare con le regole vecchie, rischia di perdere.
Qual è la nostra proposta?
Da anni, in Metis, affianchiamo aziende italiane che si muovono su mercati internazionali aiutandole a:
• rileggere la propria esposizione valutaria con strumenti semplici ma rigorosi;
• trovare alternative strategiche di penetrazione, riducendo la dipendenza da contesti geopolitici instabili;
• preparare scenari multipli di sviluppo, perché oggi l’unica certezza è che nulla resta fermo.
Il nostro obiettivo non è fornire previsioni, ma consegnare strumenti di lettura, modelli strategici, visioni chiare. Perché è dalla chiarezza che nascono le decisioni forti.
Se il dollaro è una trappola, il pensiero strategico è la chiave per uscirne. O, quantomeno, per conviverci senza danni.

